Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
Può dirsi che presso quel paese cessi la coltivazione, non essendo al di sopra che selve di castagni, e boschi di faggi con qualche pianta di abete presso il Casone di Profecchia. Si eccettua però il monte detto di Medicina, ove esiste un coltivato, che si estende fino a Terrarossa.
La strada nazionale Livorno-Mantova ne tocca le prime case. Proseguendo raggiunge un casolare detto il Prunaccio a 1100 metri sul livello del mare, passa al suddetto Casone, e quindi varca l'Appennino alla Foce delle Radici (ov'è una osteria a 1470 metri di elevazione) per scendere nella Provincia Modenese.
Cerageto sembra non esistesse ancora nel 1168, dapoichè non trovasi nominato nella Bolla Pontificia di quell'anno, in cui sono notate le chiese della Pieve di Fosciana. Vi si legge bensì: chiesa di S. Martino di Montepigulo; ma il villaggio di tal nome, di cui non restano ora che poche case coloniche, era dalla parte opposta, cioè ad oriente di Castiglione, e Cerageto ad occidente. Siccone poi nell'Archivio Arcivescovile di Lucca esiste un editto del 26 febbraio 1377 per la conferma del Rettore della chiesa Curata e Collegiata di S. Martino di Cerageto, o Montepicori, così potrebbe essere che la Provincia in antico esistesse a Montepigoli, e più tardi fosse trasferita a Cerageto. Anche in essa ha sede una Confraternita, di cui il Municipio di Castiglione sottoponeva all'approvazione governativa i Capitoli il 5 maggio 1838.
Dopo un viaggio di chilometri 20 da Cerageto si giunge per la via nazionale alla suddetta osteria delle Radici, da dove volgendo ad oriente, passeggiando per erbosi prati per circa due chilometri, o per un sentiero praticabile anche con bestie da soma, si perviene al villaggio e al Santuario notissimo di S. Pellegrino, del quale andiamo a trattare.
Esiste sull'Alpe di Castiglione un'antichissima chiesa denominata S. Pellegrino, dapoichè uno sconosciuto di tal nome, recatosi ad abitare nelle folte boscaglie che coprivano i dossi dell'Appennino, allora denominate Termesalone, vi morì dopo diversi anni in concetto di santità. Chi fosse costui è assolutamente incerto, come lo sono l'epoca della venuta e della morte di lui.
Raffaelli - Castiglione - pag.17 (continua) (torna inizio)