Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

La sua parrocchia è sotto il titolo di S. Pietro, ed era in antico succursale di Pievefosciana, come risulta dalla Bolla di Alessandro III, data da Benevento il 23 dicembre 1168. Presso Fiattone eravi un'antica Rócca, la quale fu smantellata nel 1170 per le guerre fra i Lucchesi e i Pisani. Nel suo territorio vegeta l'olivo, e vi si produce buon vino. La posizione meridionale, la stupenda vista della valle del Serchio e di Barga, e le sue deliziose colline rendono assai ameno il soggiorno di questo paese; il quale aveva Statuti particolari, in data de' 6 febbraio 1700.

PERPOLI

Proseguendo a salire l'erta dell'istesso monte, su cui giace Fiattone, per circa due chilometri, all'altezza di 544 metri sul livello del Mediterraneo, e di 364 metri sopra la via nazionale, si giunge alla sommità, e quindi a Perpoli, che fu già un forte castello di grande importanza strategica, come quello che dominava, dalla sua inespugnabile altezza, gran parte della bassa Garfagnana, e poteva dirsi la sentinella avanzata della dominazione lucchese. Quindi non è meraviglia se nei tempi di mezzo fu guardata con gran cura dalla Repubblica, che seppe giovarsene nelle guerre del secolo XIII; e molestare, più tardi, da quel ridotto, con accanita lotta, i presidii estensi, che, a due tiri di balestra, alloggiavano nella fortezza di Palleroso. Anche la terra di Perpoli fu nel 1228, come quasi tutta la Garfagnana, soggetta al Pontefice Gregorio IX, e quel Castello (il quale è alto metri 570 sul mare) gli fu consegnato per tradimento dal suo castellano. Il tempo ha distrutte quasi del tutto le opere di questo fortilizio; ma rimangono ancora le porte ed alcuni avanzi di mura, che agl'intelligenti di cose guerresche fanno comprendere la loro antica struttura. Ha Statuti propri de' 27 settembre 1647, che si conservano nell'Archivio di Lucca. In cima al villaggio trovasi un luogo, che chiamasi tuttora il Castello, ed è certamente uno dei punti più belli e più interessanti del Circondario. Di lassù si apre allo spettatore un orizzonte immenso, il quale da ogni lato confina colle vette dei monti che baciano il cielo, e che segnano le linee di divisione fra il nostro paese e gli altri contermini. Tutte le bellezze dei nostri campi, delle vigne, delle selve, dei boschi, coi loro variati colori, si offrono con vicenda continua allo sguardo del

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