Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
il titolo di S. Michele, la quale giace ad oriente del paese, alla distanza di circa 500 metri.
Valico di Sopra appartenne al Comune di Gallicano ed alla Signoria Lucchese, insieme con Valico di Sotto, fino all'anno 1451; nel qual tempo, in forza della sentenza del Pontefice Nicolò V, passò con altre terre sotto il dominio degli Estensi.
Nel 1820, allorché Francesco IV venne a Castelnuovo, i Fabbricieri della chiesa di Valico di Sopra lo supplicarono perché la nomina del Parroco appartenesse esclusivamente al corpo dei Vocali di quel paese; ed il Sovrano, il 13 di giugno, rescrisse la prece in questi termini. «Al Governatore della Garfagnana, che per la elezione di questo Parroco manderà un Delegato del Governo che, in unione del Sindaco di Trassilico, e di 8 maggiori possidenti accreditati presso il popolo di Valico Sopra passeranno alla elezione del Parroco, prescindendo, per questo e simili casi di nominare Parrochi (ove vi sia il diritto di nomina presso qualche Sezione di Comune) dai Consigli Comunali soliti ». Nelle grotte, che sono a cavaliere di questi paesi, nidificano il falco reale, i piccoli falchi rossi e bigi e qualche rara volta anche le aquile, le quali hanno la loro stanza ordinaria sulle Panie, sul Pisanino e sul Pizzo d'Uccello.
Non molto distante da Valico di Sopra, nella strada che conduce a Cardoso, s'innalza a picco una smisurata barriera di sasso vivo, che nella sua lunghezza di un miglio offre la figura di un piccolo arco di cerchio. Dalla strada che può tener luogo di sottesa, fino alla radice del dirupo, il massimo spazio è di circa 250 passi. Tutto questo sito è affatto incolto e sassoso: avvi qualche castagno, ma la maggior parte viene occupata da una folta macchia. Quasi sul fine di questa barriera o catena di scogli, ritrovasi la Spelonca del Colle della Nuda, che volgarmente è chiamata la Tana di Cascaltendine. Essa ritrovasi al sud-est, e rimane quasi ascosa all'occhio di chi la riguarda, seguitando la via. Si scorge bensì il concavo che dall'alto del masso comincia a formarsi a guisa di seno, reso più marcato dallo scoglio che, sulla man dritta, si distende in fuori come una laterale parete. La faccia del masso, in questo punto è più che altrove nuda e brulla, eccetto qualche cavità, da cui sporgono
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