Raffaello Raffaelli - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879
E' questo un piccolo paese situato sul dorso dell'Alpe Apuana, sotto le sorgenti a sinistra della Turritecava, sul confine del Comune di Serravezza, e poco lungi da una strada pei soli pedoni, che varca quella montagna dal lato di Pomezzana, per iscendere a ponente nella Versilia. E' distante chilometri 8,500 da Trassilico. Ha 47 case, di cui 21 sparse per la campagna, con 35 famiglie e 240 abitanti.
In antico era in Gragliana un ospedale, sotto il titolo di SS. Marco e Lunardo, il quale, nella descrizione del 1260 č detto Hospidale de Garilliano; e la sua tassa per fare la Crociata era di L. 170; lo che sta a dimostrare come fosse di qualche importanza. Queste case, che dicevansi ospedali, erano piuttosto luoghi di ricovero pei viandanti, e si vedevano principalmente presso ai varchi delle pių aspre montagne. Diversi ne aveva la nostra Provincia, come avremo luogo di notare, ai passi dell'Appennino nei Comuni di Sillano, di Castiglione, di Fosciandora ec. Nel 1415 l'ospedale di Gragliana venne posto sotto la dipendenza dei Parrochi di Trassilico, i quali assegnarono a quella chiesa una congrua conveniente, e si riservarono il diritto di nomina del Rettore, insieme colla popolazione di Gragliana, cui č unito il piccolo villaggio denominato Termignone. Siccome poi il fiume aveva fatto cadere tanto l'antica chiesa, quanto l'ospedale di S. Marco annesso alla medesima, cosė, ai 21 aprile del 1559, il Cardinale Alessandro Guidiccioni il vecchio, Vescovo di Lucca, concesse licenza al Rettore di Trassilico, Don Nicolao Franchini, di far costruire, a spese dell'Opera di quel paese, una nuova chiesa nella stessa terra di Gragliana. La Parrocchia poi vi fu eretta nell'anno 1653, con rogito di Ser Bernardino Pieroni, in data del 31 di marzo.
Nel 1845 le famiglie di quel paese, volendo migliorare la loro chiesa e ridurla a volta, offersero cospicue somme, raccolte da un cassiere; ed ottenuti i debiti permessi, in breve tempo compirono l'opera, e ridussero quel Santuario nello stato lodevole in cui ora si vede.
Raffaelli - Gallicano - pag.25 (torna inizio)