Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

destra, ed al villaggio dei Molini a sinistra, da dove si spingerà presto nei sovrastanti paesi.

Seguitando per la nuova via verso S. Romano, dopo una passeggiata di chilometri 3 circa, giungeremo poco sopra al paese di Ponticosi.

P O N T I C O S I

Diversi furono i nomi, ma sempre colla stessa radice, ch'ebbe in antico questa terra. E in realtà fu appellata Pontescosso, Pontecolfi, Pontegnosi, Pontecosi, ed oggi Ponticosi.

Giace su di un poggio ameno e solatio, a piccolissima distanza dalla riva del Serchio, ed ha intorno belli e fertili terreni che producono ogni sorta di cereali, e di buoni vini.

E' composto di 35 case, con 28 famiglie, ed ha disseminate per la campagna 39 case con 34 famiglie, che danno 230 abitanti, i quali, uniti ai 133 dimoranti in paese, formano una popolazione di 363 individui. Nel 1600 montavano a 370. Questo paesello è molto antico, e si trova rammentato in un documento dell'Archivio Arcivescovile di Lucca che ha la data del 29 aprile 954. E' un contratto di permuta di beni tra Fraolmo dei Visconti di Versilia con Corrado Vescovo di Lucca, dal quale ricevette in cambio un pezzo di terra situata nel Poggio di Pontecolsi, che confidava colla via, col Serchio, e col Rio appellato del Paese. E' dovea essere fortificato, come lo erano già tutti i più piccoli paesetti nei tempi in cui il supremo diritto consisteva nella forza e nella violenza; avvegnaché si sappia che vi aveva una Rócca alla quale doveva essere unito tutto un sistema di difesa. Il Serchio era in quella direzione traversato da un ponte a tre archi, dal quale probabilmente si trassero gli elementi per la nomenclatura della terra. Ignoriamo il secolo in cui fu costrutto, e travolto dalle acque. Appartenne ai Nobili di S. Michele, e al tempo in cui Monsignor Pacchi scriveva le sue memorie, era Comune indipendente.

La sua Chiesa Parrocchiale, edificata sopra una rupe, ha per protettore S. Magno; ma anticamente aveva il titolo di Santa Felicita. Di fatti nella Bolla di Alessandro III si nomina la chiesa di Santa Felicita de Pontignosi; e nel 1285 si dava dispensa a Don Jacopo da Reggio di poter ottenere la chiesa di Santa Felicita di Pontecosi.

Raffaelli - Pieve Fosciana - pag.20                  (continua)           (torna inizio)